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Uno sguardo alle interazioni sul web nella Giornata Internazionale della Donna

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Nella giornata di oggi testate giornalistiche, blog, attivisti e attiviste hanno dato voce sul web e sui social network a diritti, disparità di genere, manifestazioni e iniziative locali e nazionali dedicate alla ricorrenza. Molti social network si sono popolati di commenti sessisti e offensivi, probabilmente per mettere a tacere le voci che hanno preso posizione a favore delle donne, forse in modo più coeso e compatto di quanto avvenga in altri giorni.  Gli insulti e le offese sono arrivati soprattutto dal genere maschile, anche se si è accodato qualche utente femminile, svuotando di significato e valore la ricorrenza dell’otto marzo e la lotta femminista. Questo tipo di “risposte” è comparsa a prescindere dal tipo di contenuto proposto: cronaca, cultura, approfondimenti tematici non hanno fatto grande differenza, la parola d’ordine è stata dare addosso alle donne solo per il fatto di essere tali e, di rimando, a chi le ha sostenute. Tuttavia, la manifestazione di commenti sessist...

Allattare è davvero normale? Dipende ancora dal luogo, dal contesto... e dal privilegio

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Il 7 giugno 2023 la deputata dei 5 stelle Gilda Sportiello ha allattato il proprio bimbo in aula alla Camera, durante una seduta. Q uesto è accaduto per la prima volta in Italia dopo la modifica del regolamento, apportata nel 2022, per cui le deputate possono restare in aula allattare fino al primo anno di vita dei figli.   Allattare è naturale e normale, ma non per tutti i contesti; non lo è ancora perchè decine e decine di giornali e televisioni hanno riportato la notizia, come si fa con qualcosa di decisamente fuori dall'ordinario. Sarà davvero normalità quando cesserà di fare notizia e suscitare scalpore e quando non sarà più un privilegio di  poche farlo  in pubblico e in contesti professionali. La pensa allo stesso modo  Francesca Bubba, divulgatrice e attivista proprio sui temi legati alla maternità:   Non è una conquista finché è ancora così sbilanciata. Sarà una conquista quando sarà un diritto accessibile a tutte, e per ora ancora non lo è. ...

Parto, gravidanza e aborto: nel mondo muore una donna ogni due minuti

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Un report recente dell’Oms  indica che negli ultimi anni le morti materne non solo non hanno accennato a diminuire, ma tendenzialmente sono aumentate.  Nel 2020 i decessi per complicazioni durante la  gravidanza o il parto sono stati nel mondo circa 287.000.  Stando a questi dati,  muore una donna ogni due minuti.  Il maggior numero di morti si concentra nelle zone più povere del mondo e nei Paesi colpiti da conflitti. “Nel 2020 circa il 70% di tutte le morti materne si è verificato nell’ Africa subsahariana", ma l'Europa non è esente da questo fenomeno.  Di questa piaga sociale parlo oggi su A Parole Nostre, inserto del Fatto Quotidiano.it, ascoltando anche  il punto di vista di Aidos (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo) che si occupa di diritti delle donne e anche di salute riproduttiva femminile.  Ma i dati non sono finiti qui. Anche nelle aree più sviluppate, talvolta, non si riescono a evitare decessi prevedibili. " Anche in Eur...

Donne e accesso all'istruzione: un confronto tra Iran e Afghanistan

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Ci sono manifestazioni di solidarietà reciproca tra Iran e Afghanistan, soprattutto rispetto la condizione femminile. Il collettivo di graffiti iraniano Khiaban Tribune ha espresso sostegno alle donne afghane con un messaggio che diceva: "Stiamo entrambi combattendo... contro un talebano." Noti attivisti iraniani, come Masih Alinejad, hanno paragonato i talebani al regime iraniano e sui social media hanno espresso i loro timori sul destino che attende le donne afghane.  Le due popolazioni femminili sono anche accomunate dalle difficoltà di accesso all'istruzione . In Iran non sono mancate le manifestazioni di sostegno alle studentesse  intossicate a febbraio  nella città religiosa di Qom,   con l'obiettivo di un  avvelenamento di massa. Infatti,  a lmeno 800 le ragazze ricoverate negli ospedali per crisi respiratorie.  Il d ivieto all'istruzione è ben noto alle donne afghane, che oggi non  fa distinzione tra università private o pubbliche ed ...

Quale legame c'è tra i generi e i disturbi del comportamento alimentare?

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C'è un forte legame anche tra il body shaming e i disturbi alimentari ; infatti, secondo il  Journal of Child Psychology and Psychiatry,  l ’idealizzazione socioculturale della magrezza è il fattore che più incide sui  disturbi alimentari.  Inoltre, chi subisce  discriminazioni per il proprio aspetto fisico ha la tendenza ad un'alimentazione sregolata, malsana e a rifuggire l'attività fisica. La percezione di essere giudicati per il proprio peso e per la propria costituzione corporea viene associata a comportamenti alimentari sbagliati, a prescindere dal fatto che la persona sia davvero in uno stato di sovrappeso o che siano soltanto gli altri a crederlo e stabilirlo in modo arbitrario.  Come influisce l'identità di genere? L'immagine del corpo perfetto, spesso veicolato dalle pubblicità, è scolpito nelle menti delle ragazze e delle donne, tanto da confondersi con la realtà. Infatti, spesso se il corpo delle donne non è magro, alto e slanciato non è de...

L'inchiesta: donne e percezione della sicurezza nelle nostre città

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Donne e percezione della sicurezza nelle nostre città: a che punto siamo?  Sono partita da questa domanda per scrivere l'inchiesta pubblicata tra febbraio e marzo su  Il Fatto Quotidiano online.   Ecco alcune risposte che sono emerse da questo lavoro.  Per prima cosa, ho lavorato sui dati, facendo ricerca e analisi, per arrivare a una conclusione non proprio rassicurante: quelli aggiornati e recenti sono quasi inesistenti, gli organi di ricerca istituzionali lavorano poco su come si sentano le donne. Alcune ricerche più recenti arrivano da associazioni e collettivi femministi.  Perchè succede tutto questo? Ho approfondito la questione dei dati con la giornalista e  data humanizer  Donata Columbro .  Le donne hanno paura, ma nessuno sa quanto: mancano le ricerche sulla sicurezza Ho osservato il problema da un punto di vista nazionale e locale : in che modo i comuni italiani si stanno attrezzando per far sì che le donne si sentano più si...

Odio online: uno sguardo ai dati e uno all'esperienza quotidiana

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foto da pixabay  La  settima edizione della Mappa dell'Intolleranza, ad opera di Vox - Osservatorio italiano sui diritti   considera  629 mila messaggi su Twitter, attraverso un softwere che analizza il sentiment e il tasso di aggressività. Risultato?  Tra il gennaio e l'ottobre del 2022   c'è stato un  aumento esponenziale delle manifestazioni di odio online e un attacco costante ai diritti della persona.  Misoginia e omofobia in rete: facciamo il punto Vox diritti nella sua indagine ha osservato, come in ogni edizione, anche la  violenza online nei confronti delle donne e delle persone omosessuali : nei confronti delle prime i tweet negativi sono stati 241 mila; 39 mila quelli diretti contro le seconde.  Emerge che le  donne  sono la categoria più colpita e da sette anni restano in cima alla classifica. Oggi il 43,21% di tweet negativi è proprio indirizzato al genere femminile, ma, se  in passato al centro delle vio...

Linguaggio inclusivo in azienda: meno costi e più benefici

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Perché usare una comunicazione neutra e inclusiva sul posto di lavoro? Anche per un maggior benessere di lavoratori e lavoratrici e, a cascata, una serie di benefici per l'azienda.  Questo il risultato di una recente ricerca condotta all' Università Cattolica di Milano ,  in collaborazione con   Diversity and Inclusion Speaking ,   Enel Italia   e   Fastweb. L’indagine è stata coordinata dalla psicologa sociale  Claudia Manzi , che in un'intervista al Fatto Quotidiano ha spiegato più nel dettaglio lo svolgimento dell'indagine e i risultati.  In merito ai risultati della ricerca si è espressa anche Flavia Brevi, fondatrice del progetto Hella Network. Scoprite che cosa ha detto.  Qui potete leggere l'articolo  Maschile, femminile o neutro? La comunicazione inclusiva fa bene alle aziende - Il Fatto Quotidiano Qui potete ascoltare il podcast, che offre, oltre alla mia spiegazione del pezzo, diversi altri contributi.   Femminicidi, ...

Benessere delle donne in Italia: come è trascorso il 2022?

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Per il secondo anno consecutivo il Sole 24 Ore ha scorporato i dati di genere e ha pubblicato un'indagine sul benessere delle donne in Italia . Come? Sulla base di 12 indicatori, che vanno dal lavoro alla violenza sessuale, passando per istruzione e aspettativa di vita.  Dall'indagine, come già accadeva nel 2021, emerge una netta diversità tra il nord e il sud del nostro paese, a discapito delle donne del Meridione e si nota anche che, mediamente, nelle grandi città non regna particolare benessere per le donne.  Ma dove hanno vissuto meglio le donne, nell'anno appena trascorso?  Abbimao Monza e Brianza in cima alla classifica, in seconda posizione Treviso, al terzo posto Cagliari.  Sul Fatto Quotidiano ho intervistato Silvia Sansonetti, ricercatrice presso la Fondazione Giacomo Brodolini , per analizzare più a fondo alcuni indicatori specifici.  Per approfondire, qui trovate l'articolo, uscito sull'inserto A Parole Nostre! Viva Monza, abbasso Vibo: la mappa dell...

Un caso di cronaca giudiziaria e un'intervista per dire che "il silenzio non è consenso"

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Un caso di cronaca giudiziaria recente, del tribunale di Milano, potrebbe gettare le basi per superare o ridurre i casi di vittimizzazione secondaria. Risale al 2019, quando una ragazza, dopo una serata sui Navigli resta sola e viene avvicinata da un uomo che le offre un passaggio verso casa, ma poi si reca nel proprio appartamento, dove si consuma la violenza.  La ragazza non ha urlato e non si è opposta; per questo la Procura richiede l'archiviazione del caso. Il gip, però, nei giorni scorsi ha respinto la richiesta, perchè "il silenzio non è consenso", ha detto. Il caso si inserisce in un contesto decisamente difficile, perchè nei tribunali italiani entra ancora molto spesso la vittimizzazione secondaria. Sul fenomeno rimando anche alla ricerca recente dell'Osservatorio dedicato appositamente a questo. Ne ho parlato qui    In che modo questo episodio può determinare un cambio di passo?  Che cosa stiamo sbagliando? Per Il Fatto Quotidiano ho intervistato ...

Osservatorio sulla vittimizzazione secondaria: a che punto siamo?

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Compie un anno l’Osservatorio sulla vittimizzazione secondaria di D.i.r.e. Donne in rete contro la violenza .   Dopo un anno di lavoro è stata presentata la nuova indagine qualitativa dell’Osservatorio, che individua le principali criticità da parte delle istituzioni che si interfacciano con chi subisce violenza. Prima, però, facciamo qualche passo indietro. Quali sono le modalità con cui avviene la vittimizzazione secondaria? Questa la risposta dell’Associazione: non si tengono in considerazione allegazioni e documentazione che provano la violenza  subita dalle donne, che diventa “liti in famiglia”, una formulazione che pone la donna che subisce violenza sullo stesso piano dell’uomo che la agisce; si impongono, anche attraverso l’affidamento ai servizi sociali, forme di mediazione familiare , vietata dalla Convenzione di Istanbul in situazioni di violenza, che espongono donne e minori a gravi rischi di abuso; si  sotto...