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Accessibile e inclusivo: a che punto siamo con il mondo digitale?

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Quando parliamo di inclusione e accessibilità nella comunicazione digitale che cosa intendiamo?   Il dizionario Treccani definisce inclusività la  propensione ad essere accoglienti e a non discriminare, contrastando l’intolleranza prodotta da giudizi, pregiudizi, razzismi e stereotipi ; princìpio che si dovrebbe facilmente ritrovare anche nel contenuti digitali di vario genere e nel linguaggio.  Il linguaggio inclusivo è libero da  parole, frasi o toni che riflettono opinioni pregiudizievoli, stereotipate o discriminatorie verso determinati gruppi di persone.  Spesso, quando si parla di inclusività, il pensiero corre subito alla componente di genere, ma non è questa la giusta visione delle cose. Un testo o più in generale un contenuto sono inclusivi quando hanno  una visione molto ampia delle problematiche di genere ancora da risolvere, ma anche un linguaggio che lotta contro stereotipi razzisti, classisti (quindi legati a posizione sociale e grado di ...

Sì imperfezioni, no modelli estetici tossici. Per Imperfetta Project il "difetto" diventa valore

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    Credit:  Photographer & set Director: @tettoemanuele Stylist: @sofia_agnese Art direction: @carmen_balosin Make Up Artist & Hair : @marti.dmua, @valeriadaidone_ , @micsmua, @chiarapetroni.mua , @chiara_trapasso Fashion: @_leopardessa_ @deformazione_del_cranio @melankolifashion @anthos__ @otticafoppa Elogiare le qualità delle donne e celebrare la bellezza della femminilità attraverso le imperfezioni. Questo lo scopo di Imperfetta Project , un'agenzia di moda con sede a Roma, nata l'8 marzo del 2021.  Oggi in Imperfetta l’alopecia, le smagliature e la vitiligine, la pelle nera, la sindrome di down sono peculiarità che rendono uniche le persone e valori aggiunti che salvano dall’omologazione, ma prima di diventare agenzia  stata una semplice pagina instagram.  Le muse dell'agenzia sono persone normali, che non hanno l’ambizione di essere influencer o diventare grandi nomi nel mondo della moda. Sì, “muse” , avete letto bene. Quelle di Imerfetta...

Rassegna stampa di un caso di cronaca: maternità ed errori di comunicazione

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Prima che la nostra storia diventi di dominio pubblico, dovremmo poter dare il consenso. Ciascuno di noi ha diritto alla privacy ; diritto che è stato arbitrariamente violato nel caso del piccolo Enea e della donna che l'ha partorito e ha scelto di affidarlo alla    «Culla per la vita» della clinica Mangiagalli a Milano. Questa struttura garantisce sicurezza e anonimato ai bambini e alle donne che scelgono di partorire in anonimato e non riconoscerli. O meglio, dovrebbe garantire tutto ciò, perchè sta succedendo tutto il contrario: le informazioni sul bambino e i giudizi sulla donna stanno riempiendo le pagine dei giornali, i social-media e le televisioni. Del bimbo conosciamo persino il colore dei capelli e il peso attraverso i giornali, ma tutto questo che cos'ha di costruttivo?  All' assenza di privacy si aggiunge il problema del come si sta narrando la vicenda, i nanellando,  uno dopo l'altro, errori di comunicazione , soprattutto nei confronti della genitoriali...

Parto, gravidanza e aborto: nel mondo muore una donna ogni due minuti

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Un report recente dell’Oms  indica che negli ultimi anni le morti materne non solo non hanno accennato a diminuire, ma tendenzialmente sono aumentate.  Nel 2020 i decessi per complicazioni durante la  gravidanza o il parto sono stati nel mondo circa 287.000.  Stando a questi dati,  muore una donna ogni due minuti.  Il maggior numero di morti si concentra nelle zone più povere del mondo e nei Paesi colpiti da conflitti. “Nel 2020 circa il 70% di tutte le morti materne si è verificato nell’ Africa subsahariana", ma l'Europa non è esente da questo fenomeno.  Di questa piaga sociale parlo oggi su A Parole Nostre, inserto del Fatto Quotidiano.it, ascoltando anche  il punto di vista di Aidos (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo) che si occupa di diritti delle donne e anche di salute riproduttiva femminile.  Ma i dati non sono finiti qui. Anche nelle aree più sviluppate, talvolta, non si riescono a evitare decessi prevedibili. " Anche in Eur...

Pegah Moshir Pour racconta la lotta delle donne in Iran tra passato, presente e futuro

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Essere libere vuol dire poter studiare e decidere chi diventare. Poter uscire di casa con i capelli scoperti senza paura di essere arrestate o di perdere la vita. Avere l’opportunità di guadagnarsi da vivere e veder riconosciuto, equamente, il proprio lavoro. Vuol dire scegliere di costruire una famiglia in pace, lontano dalla violenza e dalla guerra. Il coraggio è donna come la libertà Così recitava, in occasione della campagna di comunicazione per l’8 Marzo “il coraggio è donna”, Pegah Moshir Pour, l’attivista di origini iraniane intervenuta al Festival di Sanremo 2023. Oggi, Pegah Moshir Pour non si ferma, continua a rilasciare interviste per dare voce alla situazione delle donne in Iran; prossimamente parteciperà anche al WE Woman’sEquality Festival, la prima manifestazione nazionale dedicata interamente alla Parità di Genere - che tornerà il 5 e 6 aprile a Lecce. Oggi ho l'onore di intervistarla e ascoltare il suo punto di vista sulla condizione femminile di ieri, oggi ...

Donne e accesso all'istruzione: un confronto tra Iran e Afghanistan

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Ci sono manifestazioni di solidarietà reciproca tra Iran e Afghanistan, soprattutto rispetto la condizione femminile. Il collettivo di graffiti iraniano Khiaban Tribune ha espresso sostegno alle donne afghane con un messaggio che diceva: "Stiamo entrambi combattendo... contro un talebano." Noti attivisti iraniani, come Masih Alinejad, hanno paragonato i talebani al regime iraniano e sui social media hanno espresso i loro timori sul destino che attende le donne afghane.  Le due popolazioni femminili sono anche accomunate dalle difficoltà di accesso all'istruzione . In Iran non sono mancate le manifestazioni di sostegno alle studentesse  intossicate a febbraio  nella città religiosa di Qom,   con l'obiettivo di un  avvelenamento di massa. Infatti,  a lmeno 800 le ragazze ricoverate negli ospedali per crisi respiratorie.  Il d ivieto all'istruzione è ben noto alle donne afghane, che oggi non  fa distinzione tra università private o pubbliche ed ...

Quale legame c'è tra i generi e i disturbi del comportamento alimentare?

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C'è un forte legame anche tra il body shaming e i disturbi alimentari ; infatti, secondo il  Journal of Child Psychology and Psychiatry,  l ’idealizzazione socioculturale della magrezza è il fattore che più incide sui  disturbi alimentari.  Inoltre, chi subisce  discriminazioni per il proprio aspetto fisico ha la tendenza ad un'alimentazione sregolata, malsana e a rifuggire l'attività fisica. La percezione di essere giudicati per il proprio peso e per la propria costituzione corporea viene associata a comportamenti alimentari sbagliati, a prescindere dal fatto che la persona sia davvero in uno stato di sovrappeso o che siano soltanto gli altri a crederlo e stabilirlo in modo arbitrario.  Come influisce l'identità di genere? L'immagine del corpo perfetto, spesso veicolato dalle pubblicità, è scolpito nelle menti delle ragazze e delle donne, tanto da confondersi con la realtà. Infatti, spesso se il corpo delle donne non è magro, alto e slanciato non è de...